Lavorare con i social è un lavoro vero?

Lavorare con i social

Le nuove professioni digitali: tanto belle quanto incomprese dalla nostra società moderna.

Ma lavorare con i social è un lavoro vero?

Fare l’Influencer su Instagram è un lavoro vero?

La maggior parte delle persone oggi usa i social a tempo perso, o per esempio come “svago” dopo una lunga giornata di lavoro, senza troppe pretese.

Ma, alcune sono in grado di guadagnare cifre notevoli, perché hanno compreso come sfruttare al meglio tutte le loro potenzialità, ed hanno imparato a conoscere tutti gli strumenti necessari per farlo: infatti le “funzioni nascoste” sono fra le più svariate e non sempre facili e intuitive da utilizzare.

Ma facciamo subito chiarezza su una questione fondamentale:

Che differenza c’è tra social media e social network?

Media e network hanno due significati completamente differenti.

Andreas Kaplan, accademico tedesco, professore di Marketing e Comunicazione all’ESCP Europe Business School, nonché Rettore e Direttore Generale dell’ESCP Europe di Berlino dice:

“I social media sono un gruppo di applicazioni basate sul web e costruite sui paradigmi (tecnologici ed ideologici) del web 2.0 che permettono lo scambio e la creazione di contenuti generati dagli utenti”.

Dunque, in poche parole, i social media (da “medium”, che in Latino significa “mezzo/strumento”) non sono altro che strumenti per condividere contenuti con un vasto pubblico.

Invece i social network, (“network”, che in Italiano significa “rete”) più semplicemente rappresentano una vasta rete di persone unite tra loro dai più svariati interessi, che decidono di costruire una “community”, appunto, intorno alle informazioni sugli interessi che hanno da condividere.

Concretamente i primi sono semplicemente dei software, mentre i secondi costituiscono una vera e propria struttura sociale, niente a che vedere con qualcosa di tecnico dunque.

Attualmente, in riferimento alla classifica dei social media più in voga del momento, stilata dal sito www.sottosopracomunicazione.it durante i primi mesi dell’anno 2020, troviamo sul podio:

  • Facebook: con 29 milioni di utenti;
  • Instagram: con 20 milioni di utenti;
  • LinkedIn: con 14 milioni di utenti.

Mentre a seguire si piazzano:

  • Pinterest: con 12 milioni di utenti;
  • TikTok: con 6,4 milioni di utenti;
  • Snapchat: con 3,05 milioni di utenti;
  • Twitter: con 3,17 milioni di utenti.

Ma se dal punto di vista tecnico i conti sono pressoché fatti, dal punto di vista personale e sociale trasformare un “passatempo” in un’entrata extra alla fine del mese o in alcuni casi in un lavoro a tempo pieno, non è così semplice ed immediato come può apparire.

Cosa devo saper fare?

Sicuramente, come abbiamo già accennato prima, bisogna cercare di avere una buona conoscenza e padronanza di tutti gli strumenti presenti sui social in questione, e cercare di sfruttarli al meglio e a nostro favore.

Per esempio: tutti siamo in grado di creare una pagina Facebook per sponsorizzare e cercare di vendere i nostri prodotti.

Ma sappiamo realmente creare una campagna pubblicitaria azzeccando il giusto “target” per fare in modo che il nostro annuncio “colpisca” le persone giuste? Siamo in grado di visitare e consultare correttamente la sezione “analytics e insight” della piattaforma su cui stiamo lavorando, per monitorare l’andamento della nostra campagna pubblicitaria attiva?

Queste, e altre serie di operazioni simili, oggi prendono il nome di Social Media Marketing, e realizzare una strategia di questo tipo, ormai è un imperativo per i brand e le persone che desiderano e vogliono ampliare il proprio mercato, incrementare i numeri del pacchetto clienti o cercare nuove opportunità di business.

Il Social Media Marketing, in molti casi è ancora una strada da esplorare, ma può rivelarsi molto promettente e remunerativa.

In secondo luogo si deve avere indubbiamente tanta pazienza, perché non sempre i risultati arrivano immediatamente, ma in alcuni casi anche dopo mesi e mesi di duro lavoro.

E’ anche fondamentale saper comunicare e saper usare le immagini: scrivere un post o un tweet in maniera corretta, non sempre è facile. Con le nostre parole dobbiamo cercare di far incuriosire il lettore, per indurlo a portare a termine la lettura e spingerlo a cliccare sul famoso “like”, o addirittura a condividere il nostro post.

Idem per quanto riguarda le immagini: molto spesso una foto che a noi suscita determinate emozioni, potrebbe essere indifferente alla maggior parte degli utenti.

Per questo è molto importante capire quali sono i fattori che “spingono” di più una foto rispetto ad un’altra, fra le migliaia di immagini che un navigatore visualizza online nel giro di qualche ora, e saperla pubblicare con i giusti “#hashtag” per raggiungere determinate categorie di pubblico a cui stiamo mirando e da cui vogliamo farci conoscere.

Se possediamo queste caratteristiche, e le aziende giuste ci notano, potremmo anche lavorare come Influencer, ossia diventare degli utenti social per professione. Si, perché scrivendo post su Facebook o pubblicando contenuti su Instagram si guadagna, e questo può trasformarsi in un vero e proprio lavoro!

Un post, concordato con un’azienda, può essere retribuito anche fino a 300€. Ovviamente il compenso diventa variabile, a seconda che si tratti di un post di solo testo, o con l’aggiunta di contenuti come foto e video. Si può anche lavorare per diverse aziende contemporaneamente, e creare più contenuti anche in una singola giornata di lavoro.

A conti fatti, il giro d’affari che ruota attorno a questa professione del nuovo millennio può diventare parecchio interessante.

Mettici la faccia, sempre!

Non abbiate paura nel mostrare chi siete e come siete.

Se volete cercare di reinventarvi ed intraprendere questa professione, createvi un profilo social ad “hoc”, completatelo con le vostre foto, i vostri contatti, e una mappa con l’indirizzo del vostro ufficio (se ne avete uno).

Ma il bello delle professioni digitali è proprio questo: non è fondamentale averlo!

Ricordate sempre che nessuna azienda vuole avere professionalmente a che fare con giovani che si nascondono dietro a dei nickname, e che non hanno il coraggio di mostrarsi in viso, per quanto talentuosi.

Quindi lavorare sui social è un lavoro vero?

Se non sei un raccontafavole e vivi nel XXI secolo, si lavorare sui social oggi è un lavoro vero.

 

Se hai dei consigli, ti invito a lasciare un commento qui sotto e a condividere la tua esperienza. Mi piacerebbe davvero rendere questo post una risorsa utile per tutti. Allo stesso modo, se hai domande per me, lascia un commento e farò del mio meglio per risponderti in tempi brevi.

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